Sunday, 31 January 2016

Alan Watts on death

There are several videos of Alan Watts on the web and I found particularly interesting the ones about death. It is seen as something natural and as part of the circle of life. We live in a society where we hide death and repress the idea of it, we do not want to talk and think about it. We indulge ourselves in any kind of consumism to avoid the anguish of death. We even think we can progress technologically to the point that we defeat death and become immortal. However, why cannot we think that death is part of the low of nature and that there is nothing wrong with it? We have to live space for others. Moreover, even if we will not have consciousness of ourselves anymore, and we do not know about that for sure, our ideas, our energy, our atoms will still live. We are so attached to our ego that we are not able to let it go. But we are part of the whole and we have to prepare ourselves to embrace the mistery. If we take death as part of our life we would live better. Otherwise we risk to destroy humanity instead of becoming immortal! 

Thursday, 7 January 2016

Il sacerdote Odifreddi

Vorrei commentare il seguente articolo:
Al di la' del dibattito su sugli OGM mi ha impressionato la suguente affermazione del prof. Roberts:
"La manipolazione genetica oggi ci permette di fare la stessa cosa (giocare a fare Dio), ma procedendo non a caso e per tentativi ed errori, bensì in maniera pianificata e controllata",
e quella di Odifreddi ad un commento:
“C’e’ una sostanziale diffidenza nei confronti della scienza, che porta a credere che ciò che si fa a caso sia meglio di ciò che si programma. perché la "natura" è benigna e divina, e l'uomo cattivo e diabolico”.
Quindi rovesciando il discorso dovremmo pensare che siccome la natura e’ maligna e l’uomo e’ buono dobbiamo preferire cio’ che l’uomo produce in laboratorio a cio’ che viene fuori dalle leggi di natura? E chi pensa che e’ piu’ saggio e razionale affidarsi alla natura sarebbe un antiscientista che vive nel medioevo? Ma stiamo scherzando? O ogni innovazione tecnica e’ per forza positiva? Questo e’ fede nel progresso, non razionalita’!
Inoltre come si puo' paragonare le piccole manipolazioni fatte dall'uomo in passato (es. innesti, incroci di animali, etc.) con quello che si fa oggi in laboratorio?? 
Infine dovremmo distinguere tra la scienza che cerca di capire le leggi dell’universo e la tecno-scienza moderna che e’ manipolazione. Mi pare proprio che anche la scienza contemporanea sia ormai diventata una religione e i divulgatori scientifici i nuovi sacerdoti.

Saturday, 2 January 2016

Pollution no stop

In many cities in the world there is a pollution allarm these days, in other areas there are floodings, temperatures are well above avarage everywhere. When will we realize that we have passed the limit and that we are distroying the planet? Yes, politicians talk about that and they agree that something must be done but it never happens, why? Because we are so caught up in this system of unlimited growth (economical and technological) that we are unable to stop. We live in the illusion that, through technology, we can create heaven on earth, living longer and better. We are scared of sufferying and dying, thus we worship technique as our saver. However that will never make us happy, it will only take us to the brink of self distruction, to hell!

Thursday, 29 October 2015

Brevi considerazioni critiche su Severino

Apprezzo in Severino il concetto “paradossale” e “scandaloso” del tempo come un eterno presente, il futuro che gia’ esiste, noi non lo creiamo, non “facciamo” la storia. L'Essere visto come un immutabile dentro il quale noi viviamo e vediamo solo cio' che appare ma non il tutto. Piu' problematico e' invece il concetto che tutto e' eterno. L'uomo che vuole dominare il divenire con la tecnica si ferma davanti agli enti eterni? Non credo, perche' l'uomo vorrebbe fermare e dominare il tempo immortalando gli attimi belli e spazzare via quelli brutti. Non riusciamo a introiettare completamente il concetto di eterno perche' non possiamo porci al di fuori dell'Essere. Ne possiamo parlare certo, e qui sta il merito di Severino, ma non possiamo afferrarlo e comprenderlo completamente perche' ci troviamo di fronte all'abisso e ci mancano le parole parafrasando Cacciari.
Per questo penso che la filosofia di Severino non tiene in giusta considerazione l’aspetto esistenziale dell’essere umano. Prendiamo un altro esempio, l’angoscia della morte. Severino dice che non proveremmo angoscia se ci rendessimo conto che gli enti sono eterni e la morte e’ solo uno scomparire dalla nostra visione. Ma questo ci consola? Di fronte alla vista del corpo morto di una persona cara ci puo’ consolare quello che dice Severino?
Anche quel corpo inerte e’ eterno dunque! Non ci prende l’angoscia nel vedere i corpi che muoiono e ci domandiamo il perche’? Non stiamo facendo di tutto, in modo folle attraverso la tecnica, per rendere i corpi immortali perche’ non sopportiamo che il nostro corpo dentro la “fossa” sia eterno?
Poi Severino cade quasi nell’esoterico, oserei dire, dicendo che ritorneremo, rivedremo i nostri cari e che ci apettano cose meravigliose. Cio' mi pare in contrasto con la parte razionale e sistematica del suo pensiero. 
Per finire affrontiamo il problema della liberta'. Severino dice chiaramente che la liberta' non esiste (altro "scandalo" e qui ancora sta il suo merito) ed e' coerente con il suo impianto teorico. Ma noi sperimentiamo la liberta' (e anche l'angoscia che ne deriva) in ogni nostra scelta. Il pensiero meditato, il riflettere, non possono che basarsi sulla liberta'. Magari e' solo un'illusione ma fa parte della nostra esperienza. 
 

Wednesday, 22 July 2015

Martin Heidegger and the Abandonment

The famous phrase of Martin Heidegger "only a God can save us" may be subject to different interpretations. According to Diego Fusaro it means that there is no room to change the world through praxis and it is a surrender to the fate of the technique without possibility of transformation. This also results in a de-empowerment of man who has no freedom of initiative as we are submitted to the history of Being.I would like to propose a different interpretation. It is true that Heidegger often says that man cannot save himself and he criticizes praxis conceived as the primacy of the humankind creating history. However he also says that Being is shown to man who must walk the path of abandonment and listening. Then there is room for human action but within the Being ( r with my own words within the mystery of the Whole). I do not interpret the abandonment as surrending to the fate of this mechanism that Heidegger calls Gestell. Abandonment is already a practice, a decision not to do but never independent of the Whole. Abandonment, returning to the earth, to nature, to our roots, economic slowdown, I think this is the only revolutionary path we can take.



L'abbandono a partire da Heidegger

La famosa frase di Martin Heidegger “ormai solo un Dio ci puo’ salvare” puo’ essere oggetto di varie interpretazioni. Secondo Diego Fusaro c’e’ la rinuncia ad ogni possibilita’ di cambiare il mondo attraverso la prassi ed un arrendersi al destino della tecnica senza possibilita’ di trasformazione. Questo comporta anche una de-responsabilizzazione dell’uomo che non ha nessuna liberta’ di iniziativa in quanto deve sottostare alla storia dell’Essere.
Io vorrei proporre una diversa chiave di lettura. E’ vero che Heidegger ripete spesso che l’uomo non si salva da solo in quanto inserito in un contesto piu’ grande che e’ l’Essere. Critica il fare in quanto concepito sul primato dell’uomo creatore della storia. Pero’ dice anche che l’Essere si manifesta anche attraverso l’uomo che deve percorrere la strada dell’abbandono e dell’ascolto, quindi c’e’ spazio per un’azione umana, vista pero’ all’interno dell’Essere (o con parole mie all’interno del mistero del Tutto). Io non interpreto l’abbandono come un rassegnarsi al destino della tecnica rinunciando a qualsiasi prassi. Abbandonarsi e’ gia’ una prassi, una decisione di non fare anche se mai independente dal Tutto. Abbandonarsi, rinunciare, decrescere, ritorno alla terra, alla natura e alle origini e’ secondo me l’unico percorso rivoluzionario che oggi possiamo intrapendere ancge se molto difficilmente verra' attuato.

Tuesday, 12 May 2015

L’ Übermensch di Friedrich Nietzsche

Nietzsche e’ stato oggetto di varie interpretazioni e viene visto come il grande distruttore della metafisica. Tuttavia io vedo nella sua idea di Übermensch una nuova metafisica, e’ l’Übermensch stesso il nuovo immutabile capace di stare sopra e di dominare il divenire.
Certamente l’Übermensch come lo intendeva Nietzsche non si e’ avverato. A differenza dell’ultimo uomo che secondo me si e’ concretizzato. Di ultimi uomini ce ne sono tanti, tutti coloro che sapendo che Dio e’ morto pensano che tutto va bene se soddisfa i propri desideri.
Io pero’ vedo il tentativo di costruirlo un superuomo. L’uomo-macchina (cibernetico, robotozzato, geneticamente modificato) che agisce secondo codici prestabiliti (al di la’ del bene e del male), a-mortale, capace di superare la velocita’ della luce e viaggiare nel tempo per ritornare nel passato tutte le volte che si vuole per poterlo modificare (l’eterno ritorno). In questo senso si cerca di realizzare quella che si definisco “metafisica dell’oltre uomo”, cioe’ il tentativo di costruzione di un essre che va oltre la natura umana. Certo, al momento sono solo sogni. Ma c’e’ un’elite che non eslude che un giorno il sogno si avveri, anche se invece di un sogno probabilmente sara’ l’avverarsi di un incubo.